Category : Economia

Pulizie: come evitare le truffe

Imprese di pulizia fantasma o vere e proprie truffe: scopriamo come riconoscere ed evitare brutte esperienze quando si cercano addetti alle pulizie. 

Sono tutt’altro che infrequenti i casi di truffa compiuti dalle imprese di pulizie: le vittime non sono soltanto gli anziani, ma anche ad aziende e fisco. 

Pulizie: come evitare truffe alle persone anziane

Le vittime più frequenti contano tra le loro file le persone fragili psichicamente, oppure sole, sovente già avanti con gli anni. 

Gli atteggiamenti a cui fare attenzione sono tutti quelli che esulano da un normale rapporto professionale di servizio di pulizia. Diffidate pertanto delle: 

  • apparenze
    atteggiamenti troppo cordiali, o una confidenza che si muove ben oltre l’ordinario. 
  • richieste
    non lasciatevi attirare in qualche astuto tranello legato al denaro: richieste di denaro che vanno oltre il pattuito per il servizio di pulizie possono celare cattive intenzioni
  • distrazioni
    siate cauti e cercare di non evitare un coinvolgimento personale o sentimentale. Attenzione anche alle distrazioni apparentemente involontarie, magari anche mentre state contando i soldi. 

Pulizie: come evitare truffe alle aziende

Le imprese di pulizia possono celare personale improvvisato o, peggio ancora, privi di esperienza. 

Prima di incaricare una ditta, verificate sempre e preventivamente se è in possesso dei requisiti tecnici per lo svolgimento del servizio. 

Questo discorso è valido per qualsiasi tipologia di intervento, la normativa di riferimento è la n. 82/94 – Decreto 7 luglio 1997, n. 274. e regola e determina i requisiti legali per l’ “attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione”.

Pulizie: come evitare truffe ai danni studi o uffici medici

Nel caso di attività che rientrano nella classificazione di “struttura sanitaria” le accortezze prima di incaricare un’impresa devono raddoppiare.
Gli addetti dell’impresa di pulizie devono svolgere tutte le attività nel rispetto delle norme e disposizioni vigenti in materia di salute, igiene e sicurezza sul lavoro previste dall’ASL e dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.)

L’impresa deve intervenire a studio chiuso e deve fornire le schede tecniche e le schede di sicurezza di tutti i prodotti utilizzati.

Il personale dell’impresa di pulizie deve inoltre essere rigorosamente formato nello svolgere il servizio e nell’utilizzare determinati prodotti, come battericidi, fungicidi, virucidi o micobattericidi.


Legislazione Omeopatia in Italia: aggiornamento AIFA

L’omeopatia, come tutte le discipline volte alla cura e al benessere dell’individuo, è normata dallo Stato Italiano. In questo articolo svisceriamo la concezione di medicinale omeopatico secondo L’AIFA.

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Legislazione Farmacie online: quando sarà possibile acquistare farmaci con prescrizione?

La pandemia da Covid-19 (da cui non siamo ancora “formalmente” usciti) ha cambiato le abitudini degli italiani: spesa online, allenamento da casa, e acquisto di farmaci da banco direttamente su internet. Ma dal punto di vista delle farmacie, non è ancora possibile –seppur in possesso di regolare prescrizione– comprare farmaci che richiedono la ricetta. Che il processo di digitalizzazione porterà anche questa opzione sui PC dei cosumatori, sapendo che in altri paesi (UK in primis) è possibile da ormai svariati anni?

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Il settore edilizia nel 2021

Il settore edilizia ha passato periodi difficili e altri migliori negli ultimi decenni, ma il 2021 è sicuramente uno di quegli anni che si annuncia complesso causa Pandemia di Coronavirus, che, come sappiamo è presente nel mondo da oltre un anno. Nel nostro articolo vogliamo andare a parlare di questo settore in generale, cercando di capire quali sia la situazione del momento e le prospettive future. 

Il settore edilizia nel 2021

Sei in cerca di prodotti di edilizia o di intonaci a Rimini? Qualsiasi sia la ragione per cui cerchi informazioni su questo settore, vediamo quale sia il quadro generale e cosa aspettarsi da questo 2021.

Per fare questo osserviamo quello che dicono gli analisti in merito all’ambito dell’edilizia, ma possiamo anticipare che si tratta di una visione decisamente positiva. Secondo quello che è il rapporto annuale del Cresme, che è stato reso pubblico a inizio anno e calcolato sulla base anche dell’andamento generale del 2020, si dice di poter essere ottimisti.

Secondo infatti questo rapporto, il 2021 dovrebbe registrare entro la fine dell’anno una ripresa decisamente forte, specialmente nel comparto delle costruzioni, dove si stima una crescita oltre l’8,3 percento. Si tratta di una visione più che rosea, la quale viene per gran parte da quello che è stato l’aumento degli investimenti in opere pubbliche, che rispetto al 2020 dovrebbero crescere di quasi il 10 percento.

Secondo gli esperti però le cose buone non finiscono qui, ma vi è un’altra sezione del mondo edile che si presuppone cresca in modo interessante, nello specifico parliamo della riqualificazione e ristrutturazione delle abitazioni. Sempre secondo quanto dice il Cresme, in questo settore l’aumento dovrebbe essere addirittura di oltre il 14 percento. Le informazioni interessanti non si fermano qui, infatti, nel suo rapporto annuale il Cresme ha detto che la crescita interesserà anche gli anni successivi.

Per il 2022 si parla di una crescita oltre il 4,4 percento, mentre per il 2023 la crescita è stimata intorno al 2,1 percento. Insomma, stando a questi dati possiamo dire che la Pandemia di Coronavirus non ha intaccato l’esigenza principale delle persone, ovvero quella di possedere un bene necessario come la casa.


Comprare in sud Italia: conviene di più?

Dove conviene vivere in Italia? Ci sono posti in Italia molto convenienti , ad esempio vivere al sud conviene per un fattore economico. Il costo della vita, è definito da un’insieme di fattori,  tra cui i prezzi al consumo, gli indici statistici e gli indicatori economici. Leggendo alcune statistiche, risulta più interessante vivere al Sud piuttosto che al Nord, sebbene gli stipendi ed il tenore di vita della parte Settentrionale del Paese siano decisamente più alti. Questo perché le città italiane che hanno più alta concentrazione abitativa e lavorativa protendono ad essere più costose.

La classifica delle province italiane per potere d’acquisto, risulta stimolante: essa tiene presente l’ammontare degli stipendi, il costo della vita e l’inflazione. Si scopre che la provincia più “ricca” è Palermo, seguita da Caltanissetta, Crotone ed Enna.

Una cosa su cui tutti gli italiani saranno d’accordo, è che al Sud si mangia benissimo: mangiare bene, e stile di vita rilassato, si consumano prodotti tipici e fatti realmente nel posto! Fare la spesa nelle città del Sud Italia, parlando di prodotti vari come: ortaggi, frutta, carne, pesce, latticini ecc…, risulta più conveniente rispetto il Nord Italia, che risulta invece molto penalizzato nell’acquisto di prodotti alimentari sul fronte dei prezzi rispetto alle città del sud. Oppure, mangiare una pizza, o fare un aperitivo ha una netta differenza sui costi, perché al nord si spende mediamente il 5,9% del budget complessivo per godere di una cena fuori, mentre scendendo verso il sud, la percentuale varia e scende al 3,5%.

Stesso discorso per le cucine a Palermo o in tutta la Sicilia: il costo rispetto alla medesima cucina nel nord Italia è anche notevole, a seconda dei casi.

Ad esempio, una pensione di 1.000 euro presa al Nord, vale circa al Sud 1.500 euro, è questo forse il motivo principale per cui bisognerebbe andare tutti a ripopolare quegli stupendi paesini da troppo disabitati del Sud Italia.

Dove, invece, non conviene comprare al Sud? Prima provincia è Salerno, forse perché è gravata dalle numerose località turistiche (Costiera Amalfitana e Cilento) in cui si tende ad alzare i prezzi, un po’ come succede per Firenze, città d’arte per eccellenza e dalle spese spesso proibitive.


Quanto va il settore abbigliamento online?

Il settore dell’abbigliamento online è in piena crescita. Questo è un dato di fatto, alla fine. Fino a qualche decennio fa, ci sembrava impossibile poter fare degli acquisti direttamente da casa nostra. Oggi, invece, possiamo decidere di acquistare dagli oggetti casalinghi fino all’abbigliamento, agli accessori e a tanto altro, esattamente come se fossimo in uno dei negozi di grandi firme a Rimini o a Milano nel Quadrilatero della Moda. Il mondo è cambiato, con l’avvento di internet siamo più tecnologici; il web offre un ventaglio di possibilità davvero infinito.

Settore di abbigliamento online: vale molto?

Quanto vale il settore dell’abbigliamento online? Quanto è importante poter fare acquisti semplicemente digitando sul web ciò che ci serve? Grazie ai negozi online, abbiamo davvero la possibilità di non dover per forza uscire di casa e partecipare agli acquisti intensivi durante i saldi, ad esempio.

Gli shop online sono un aiuto vero e proprio per coloro che non hanno tempo e che non possono recarsi al negozio, ma hanno bisogno di un acquisto dell’ultimo minuto. Il settore dell’abbigliamento online, poi, è una vera e propria miniera di accessori, di scarpe, di stili e marchi più o meno famosi.

Basta digitare una semplice chiave di ricerca sui motori per trovare una infinità di scelte a nostra disposizione. Ed è questo il motivo per cui il settore dell’abbigliamento online vale moltissimo. Non solo per chi ha deciso di investirci, ma anche per noi consumatori. Offre un ventaglio di possibilità infinite.

Dai costumi da bagno fino ai cappotti

Ma che cosa possiamo acquistare online? Vi abbiamo accennato cosa potete trovare. Per esempio, in estate, molti decidono di rivolgersi alla produzione di costumi da bagno online, poiché gli costi sono piuttosto interessanti. Oltre al costume da bagno, è possibile trovare molto altro, come ad esempio i solari, gli asciugamani, le borse mare.

La moda estiva online vi permette di preparare la vostra valigia per la partenza senza spendere un occhio della testa! Poi, per chi ha bisogno di abbigliamento invernale, è possibile sfogliare le relative categorie di un marchio su uno shop online. Forse è questo il punto di forza dello shopping online. Avremo sempre la possibilità di trovare il capo di abbigliamento che ci serve in un dato momento!


5 brand che stanno andando forte nel 2019

Quali sono i 5 brand che stanno andando bene nel 2019? Ci sono dei marchi, delle aziende, che investono molto sulle proprie realizzazioni. Hanno la fortuna di investire nelle innovazioni, cercando di stupire il cliente con la qualità dei materiali. Per riuscire ad emergere nel 2019, con la competitività delle aziende e dei settori, è indispensabile creare qualcosa di perfetto.

Brand italiani che vanno bene: quali sono?

La clientela è ormai diventata più esigente. In quanto compratori, vogliamo solo il massimo per la nostra casa o per l’abbigliamento. Questo discorso vale in ogni settore: siamo esigenti, vogliamo il massimo e non ci accontentiamo.

Ne consegue che diversi brand hanno deciso di adattare una nuova filosofia del lavoro, per offrire innovazioni, tecniche moderne e materiali che ci lasciano senza fiato dalla perfezione. Ma ci sono dei brand, tuttavia, che durante il 2019 stanno riscuotendo successo e ottimi profitti. Abbiamo deciso di analizzare alcuni brand, di cui vi parleremo nello specifico nel prossimo paragrafo, spiegandovi come mai nel 2019 si stanno affermando come i migliori.

5 brand italiani tra i migliori del 2019

  • Stosa cucine: è indubbiamente uno dei migliori brand del 2019, che sta acquisendo maggiori consensi e sempre più fama. Se dovete acquistare delle cucine, qui troverete vari stili di arredo, pehttps://www.stosacucine.com/it/cucine-c37 r scegliere solo il massimo. Varietà e qualità sono le caratteristiche dell’azienda.
  • Nuvola Parmareti: questo brand offre tutto per la camera da letto. Scegliere i complementi per la camera da letto non è facile. Per questo motivo è importante affidarsi solo ai brand migliori, proprio per ottenere la qualità sperata. Questo è uno dei più interessanti, poiché permette di unire qualità e resistenza.
  • MSC: di recente, le statistiche hanno notato come la MSC stia di nuovo andando al rilancio. Le vacanze e i pacchetti offerti dalla compagnia vi permettono di fare un viaggio da sogno.
  • Armani: il top nel settore dell’abbigliamento, un marchio luxury a cui possiamo affidarci per ottenere solo il meglio. Abbigliamento di alta moda e design.
  • Kinder: uno dei principali marchi della Ferrero, uno dei più importanti al mondo. Non c’è supermercato che non li venda!

Ristrutturazioni bancarie degli ultimi 2 anni

Una delle principali tendenze del settore bancario dopo la crisi è quella delle ristrutturazioni. Quali sono stati, negli ultimi 2 anni, gli sviluppi comuni tra i paesi e le analogie all’interno di gruppi bancari più piccoli? Andiamo a vedere la base per un’analisi più mirata dei principali cambiamenti e delle principali modifiche, oltre che le implicazioni di quello che è accaduto in passato.

In UE, ad esempio, la nuova direttiva sui servizi di pagamento mira a rafforzare la concorrenza nel settore dei pagamenti tramite i cambiamenti e le innovazioni tecnologiche quali
fattori ambientali che hanno interessato le banche.

In maniera particolare, sono cinque i cambiamenti strutturali nel settore bancario che si sono visti dopo la crisi:

  • l’andamento delle dimensioni degli asset e la capacità di risorse dei sistemi bancari nazionali di far fronte ad eventuali momenti di crisi;
  • le variazioni della concentrazione del sistema;
  • i nuovi modelli di business e di strategie bancarie, compresa la composizione del patrimonio e le fonti di finanziamento;
  • i cambiamenti del profilo internazionale del settore bancario;
  • la redditività delle banche

Le dimensioni del sistema bancario

La crisi ha portato alla fine di un periodo di rapida – e in alcuni casi eccessiva – crescita per molti settori bancari nazionali.

Tra il 2003 e il 2007, la crescita media annua dei sistemi bancari membri del CGFS (Committee on the Global Financial System) è stata di circa il 12%.

In alcuni sistemi bancari europei, il rapporto tra le banche e le attività in rapporto al PIL è notevolmente diminuito dopo la crisi, mentre è aumentato in altri settori dell’economia.

Di particolare rilievo è stata la drammatica espansione del sistema bancario cinese, che è passato dal 230% circa al 310% del PIL nel periodo 2010-2016, diventando la più grande azienda del settore.

Oltre alle dimensioni dello stato patrimoniale, altre metriche di capacità indicano uno spostamento della capacità nel tasso di crescita dei settori bancari.

La dimensione delle reti di sportelli e il numero di dipendenti sono diminuiti dopo la crisi in diversi paesi europei, un trend più pronunciato in sistemi che hanno una capacità elevata rispetto alla loro popolazione (es. Italia, con la nascita di Solution Bank, e Spagna, con Santander che si rinnova sempre in termini di offerte). Al contrario, a causa della continua crescita finanziaria, il numero di filiali e dipendenti è aumentato in diverse zone EME (come Cina, India e Messico).


La protesta dei rider come simbolo dell’economia italiana

I rider sono un mondo all’interno del mondo stesso, ovvero quel gruppo di lavoratori che corrono per le strade delle città svolgendo le più svariate mansioni. Consegnare pizze o qualsiasi altro genere di prodotto alla clientela. Una sorta di “lavoratori non-lavoratori”, che da qualche tempo hanno fatto parlare di sé uscendo dal loro classico anonimato. I rider hanno quindi scelto di alzare la voce, ma in cosa consiste la loro protesta?

La protesta dei rider

Gli ultimi ad incrociare le braccia son stati i rider bolognesi e quelli che fanno consegne a domicilio a Rimini, che durante una bufera di neve hanno lanciato lo slogan: “una pizza non vale il rischio”. La protesta mira a combattere lo sfruttamento della loro opera, e ad ottenere tutti i diritti e le tutele necessarie a lavorare in sicurezza. Non solo, anche un giusto salario.

Ecco i rider italiani che cosa chiedono:

  • Introduzione di un contratto di categoria, precisamente il CCNL Trasporti e Logistica.
  • Revocare le false partite iva ed essere inquadrati con un contratto di lavoro adeguato.
  • Una retribuzione base che ammonta a 7,50 € netti all’ora.
  • Un compenso aggiuntivo se le consegne avvengono oltre l’orario di lavoro stabilito.
  • Rinnovo di tutti i contratti attualmente in scadenza.
  • Indennità malarica per lo smog dell’aria, la quale è stata individuata nel 30% del pagamento all’ora.
  • Copertura assicurativa totale per ciascun lavoratore e il quale costo sia a carico esclusivo del datore di lavoro.
  • Copertura totale dei costi che un rider sostiene per la manutenzione del proprio mezzo e per spostarsi. Inoltre, i costi del cellulare per eventuali chiamate al cliente in caso di problematiche relative alla consegna.
  • Indennità chilometrica oltre i 3,5 km su strada, considerando la distanza che va dal punto di partenza al punto di consegna.
  • Fornitura dell’attrezzatura occorrente, ovvero la tuta impermeabile in caso di condizioni atmosferiche avverse e di un caschetto a norma.

Sono molti i rider in Italia che sulla scia delle proteste avvenute fino ad ora si uniscono al treno degli scioperanti. Per molti anni questa categoria è stata silenziosamente e colpevolmente dimenticata, ora la loro voce ha cominciato a far sentire il proprio disagio.


De Benedetti e Marco Tronchetti Provera: due figure a confronto

Carlo De Benedetti e Marco Tronchetti Provera, due persone che rappresentano l’Italia imprenditoriale, due modi di fare azienda “vecchio stile” (ma sempre attuale). I due non sono certamente amici, anzi, pochi mesi fa il De Benedetti aveva citato in giudizio il Tronchetti Provera per delle presunte frasi calunnianti (salvo poi il giudice riconoscere l’innocenza di Tronchetti Provera), occasione che non ha certo contribuito a rafforzare i rapporti tra i due, anzi.

Chi è Marco Tronchetti Provera

Imprenditore da più di due decenni alla guida di Pirelli, Tronchetti Provera è milanese di nascita, uno di quelli che sono definiti precursori dei loro tempi e sempre “in voga”.

Tronchetti Provera è tornato alla ribalta dei media nazionali ed internazionali per la decisione, presa nel 2015, di cedere Pirelli ai cinesi di Chem China, in un’operazione votata alla protezione dell’azienda milanese degli pneumatici dall’attacco di concorrenti più grandi.

Con questa scelta, criticata da molti, Tronchetti Provera ha dimostrato di averci visto lungo, e non è un caso se Pirelli è cresciuta molto in questi due anni, specializzandosi nella produzione di pneumatici consumer destinati alle auto familiari, e lavorando per quotarsi in borsa entro il 4° trimestre 2017.

Chi è Carlo De Benedetti

Noto anche come “l’Ingegnere”, le avventure imprenditoriali di De Benedetti non sono state sempre un successo.

Nel 1976, grazie all’aiuto di Gianni e di Umberto Agnelli, venne nominato amministratore delegato in FIAT. De Benedetti cercò di svecchiare la dirigenza FIAT, avventura che tuttavia non ebbe grande seguito perché dopo solo 4 mesi fu costretto ad abbandonare la guida del Gruppo a causa di mai specificate “divergenze strategiche”.

Migliore fu l’avventura in CIR, mentre quella in Olivetti conobbe alti e bassi e portò, nel 1996, all’abbandono della barca da parte di De Benedetti e al successivo fallimento aziendale.

Tronchetti Provera vs De Benedetti, chi è migliore?

Non possiamo certamente definire chi, tra Tronchetti Provera e De Benedetti, sia migliore, anche perché sono diverse le loro avventure e diverse le occasioni che li hanno portati lì dove sono arrivati. Sicuramente sono due imprenditori importanti, due di quelli da cui imparare davvero molto.